Benvenuti nelle pagine dei consigli e delle informazioni, in questo spazio troverete una serie di affermazioni che possono sembrare logiche ma che spesso si rivelano inesatte.
Si trapianta soltanto in primavera o in autunno.
Falso. Già nel 1933, nei cataloghi Piante Mati era riportato il seguente consiglio: "Acquistate piante coltivate in vaso per realizzare i vostri giardini in qualsiasi periodo dell'anno". Abbiamo realizzato piantagioni di arbusti ed alberi, anche esemplari, in piena estate senza avere perdite, il segreto è l'acqua: occorre un impianto d'irrigazione a goccia che assicuri un apporto di acqua omogeneo e costante.
Le piante si potano.
Parzialmente falso. Ovvero si potano le siepi, gli alberi da frutto (per incrementare la produzione e facilitare la raccolta), alcuni cespugli da fiore, alcuni alberi da fiore e piante a forma predefinita (Magnolie a cono, Buxus o Taxus a forma etc.). Tutte le altre piante non necessitano di tagli, alleggerimenti e/o impostazioni particolari, ricordatevi che la potatura è una tecnica di allevamento e non di coltivazione.
Le piante si potano al trapianto.
Vero e falso. Nel senso che al momento del trapianto primaverile di piante in zolla c'era la tendenza ad alleggerire di alcuni rami la vegetazione, questa operazione aveva lo scopo di ridurre la traspirazione fogliare e diminuire l'esigenza di acqua. Oggi le piante coltivate in zolla sono sempre più limitate alle alberature di una certa dimensione per le quali è consigliabile la realizzazione di un impianto a goccia che supplisce alle esigenze idriche della pianta. Inoltre alcuni studi effettuati dall'Università di Agraria di Firenze hanno dimostrato che con la potatura si tolgono alla pianta sostanze di riserva, per cui prendendo due piante uguali (A e B) e potandone una soltanto (A) si avrà il seguente risultato: A ha una veloce ripresa vegetativa e si presenta più folta di B in Marzo/Aprile. In Maggio/Giugno la crescita di A si arresta, mentre B inizia a rinfoltirsi ed a svilupparsi. In Settembre A si presenta ancora con lo stesso sviluppo raggiunto in Aprile, mentre B è nettamente più sviluppato.
Se si taglia la punta ad un albero fa una bella chioma tonda.
Falso. E' uno degli errori più comuni, considerato da alcuni una vera e propria barbarie. Per questo discorso vale quanto detto sopra per A e B con un'aggravante: gli alberi coltivati seriamente ricevono in vivaio una serie di potature necessarie ad un corretto sviluppo della chioma nel tempo e contemporaneamente atte a contenere lo sviluppo dell'apparato radicale per evitare traumi da trapianto. Molto tempo fa (ed ancora oggi purtroppo) alcuni coltivatori lasciavano crescere liberi gli alberi nei loro vivai "capitozzandoli" poi al momento della vendita per sopperire al problema della coltivazione insufficiente, riducendo così drasticamente la traspirazione. La pianta così tagliata produrrà nuovi rami privi di indirizzo di crescita e non sufficientemente legnosi per dare struttura all'albero: al primo temporale, nevicata, forte vento se ne vedranno le drammatiche conseguenze. Non solo, l'ampio taglio effettuato diviene spesso ricettacolo di malattie ed insetti con grave rischio per la salute della pianta.
La zolla deve essere piantata in profondità (così trova l'umidità e non servono i pali d'ancoraggio).
Falso. Un antico proverbio pistoiese dice "Le radici devono sentire il suono delle campane", questo perché la parte detta "colletto", punto d'intersezione fra le radici ed il fusto, deve rimanere all'aria e poter respirare. Le conseguenze di una pianta trapiantata con il colletto sepolto anche da 10 cm di terra possono essere: arresto della crescita e del vigore, scarsa produzione di fiori e frutti precoce invecchiamento, etc. In caso di trapianti più profondi si può arrivare alla morte del soggetto dopo 2 - 6 anni di sofferenza.
L'ancoraggio, se ben fatto, assicura stabilità alla pianta e quindi le consente, in due anni circa, di penetrare il terreno con le nuove radici.
Le piante sempreverdi non perdono le foglie.
Falso. Le perdono eccome, soprattutto in tarda primavera ed in estate. Cadono lentamente e la loro caduta può protrarsi addirittura per alcuni mesi, a differenza delle piante spoglianti che le perdono tutte insieme nel giro di 7 - 15 giorni. Altro inconveniente: le foglie e gli aghi dei sempreverdi sono coriacei e tendono ad accumularsi sul terreno o altrove (scarichi, fognature, grondaie) senza decomporsi per molti anni, a differenza delle piante spoglianti le cui foglie si decompongono in un massimo di 6 mesi.
.... me lo ha detto il Contadino...
Senza togliere niente alla nobiltà del lavoro di un contadino ed alla sua preparazione in agricoltura, accettiamo ben volentieri consigli sui fruttiferi, se di questi si occupa, o sugli ortaggi, ma il fatto che si occupi di coltivazioni non lo rende un luminare della difficile arte del giardinaggio.Alla piantagione mettere sassi sul fondo delle buca, il concime e poi la pianta.
Non è sbagliato mettere sassi sul fondo, ma neanche del tutto corretto: tutto dipende dal tipo di terreno in cui lavoriamo: se è un terreno sciolto i sassi non servono, se è argilloso e compatto pur mettendo i sassi si rischia di far riempire d'acqua il fondo della buca con conseguente rischio di marciumi radicali. Il concime messo in fondo alla buca serve ad ingrassare i lombrichi, ma non certo alla pianta. Riflettete: se lo mettiamo in superficie o nei primi 30 cm di terra attorno alla zolla, con le piogge e le bagnature questo si discioglierà penetrando nel terreno dirigendosi verso il basso rendendosi disponibile ad essere assimilato dalle radici.Se piove non si devono bagnare le piante.
Parzialmente vero. Dipende dalla stagione e dall'intensità delle piogge. Spesso in primavera si hanno piogge ed acquazzoni che durano un'ora: anche se ci sembra che siano piovute tonnellate d'acqua non è detto che questa sia ben penetrata nel terreno. E' pertanto buona norma bagnare ugualmente, magari un po' meno. Se invece è piovuto piano e per alcune ore si può saltare una bagnatura. Ricordatevi che l'acqua è indispensabile per assicurare l'attecchimento e soprattutto l'accrescimento delle piante e deve essere distribuita in modo costante: lasciare un tubo aperto ad allagare per due ore può creare sofferenze e se si pensa poi che questa tecnica sia sufficiente a coprire il fabbisogno idrico per 7/10 giorni si commette un grave errore. Le piante così trattate soffrono la troppa acqua per i primi due giorni, stanno bene un giorno e poi soffrono la sete.
Voglio mettere in giardino quella bellissima pianta che ho visto in Inghilterra
(o su un libro di giardini inglesi).
Ottima idea, però dobbiamo valutare alcune cose: il clima inglese è molto diverso dal nostro è si commette un errore pensando che Londra sia più fredda di Firenze: è semplicemente più umida, meno fredda e soprattutto meno calda. In Italia abbiamo primavere umide, estati bollenti ed umide o bollenti asciutte, autunni caldo umidi ed inverni freddi asciutti. Si può dire che il clima inglese è abbastanza stabile (poco freddo - poco caldo) mentre quello italiano cambia da città a città e da regione a regione, perciò, mentre in Inghilterra possono vivere moltissime specie, nel nostro territorio la scelta si limita alle più resistenti.
Voglio una pianta ad effetto immediato, ho "x" anni e non posso permettermi di aspettare.
Ottima decisione, però è bene sapere che: qualunque albero a foglia caduca di notevoli dimensioni vi verrà consegnato non potrà mai essere sviluppato come una pianta cresciuta libera in un parco. Per poter essere trapiantato senza rischi ma con garanzia di ripresa vegetativa l'esemplare in oggetto dovrà aver ricevuto una serie di tagli dell'apparato radicale che ne hanno contenuto lo sviluppo negli anni, consentendo di raccogliere in uno spazio limitato tutte le radici: la zolla. Le moderne tecniche vivaistiche ci consentono di effettuare trapianti con piante che raggiungono anche i 12 metri di altezza, con età comprese fra i 15 ed i 30 anni. C'è però un limite che importante non superare: piante di notevoli dimensioni possono essere trapiantate ed impiegare molti anni per esaurire le sostanze di riserva. L'aspetto peggiore è che non muoiono dopo il trapianto ma entrano in uno stadio di stasi che provoca una lenta ma inesorabile degenerazione. Mentre voi aspettate speranzosi che la pianta finisca l'attecchimento ed inizi la ripresa vegetativa scade il periodo di garanzia.Voglio un giardino ad effetto immediato, da poter vivere fin dal principio.
Ottima scelta, però è bene ricordarsi che la natura ha i suoi tempi e non la si può ingannare. Un giardino può essere realizzato con alberi ed arbusti extraforti, con prato a rotoli e quanto possa servire a dare l'idea di un ambiente finito, sempre nel rispetto degli spazi vitali delle piante. Ricordate però che occorrerà almeno un anno perchè le piante, una volta attecchite, prendano un loro portamento naturale conferendo al giardino un aspetto veramente gradevole. Giardini realizzati con masse di alberi ed arbusti ad alta densità servono a dare l'impressione di un pronto effetto ma a partire dall'anno successivo alla realizzazione iniziano a dare problemi legati agli spazi vitali; con notevoli costi di manutenzione.
NUOVO
Voglio un vero esemplare di pronto effetto, un olivo di 300 anni o una quercia di 100.Questo tipo di desiderio può crearvi qualche problema: oltre ad andare in contro all'acquisto di una pianta di dubbia riuscita (vedi "voglio una pianta ad effetto immediato.....") rischiate di favorire lo scempio delle campagne che sta avvenendo in molte zone "buie" d'Italia e d'Europa. Aree a vincolo paesaggistico vengono deturpate da grandi escavatori che nottetempo "strappano" via piante adulte di sughera, leccio, corbezzolo, olivo, faggio, betulla ecc.,spacciandole poi per esemplari di vivaio agli occhi di sprovveduti che pensano che col denaro si possa comprare tutto. Dei problemi tecnici abbiamo già parlato, qui entrano in ballo moralità e legalità. Queste piante vengono pagate poche lire a persone che non sono in grado di comprendere la gravità di un simile espianto, spesso vengono tolti quattro o cinque soggetti per riuscire a salvarne uno o due. Solitamente queste piante vanno incontro ad una lenta degenerazione che farà levitare ancor di più i costi di gestione (ho sentito di olivi secolari, tra l'altro in pessime condizioni, venduti come sculture viventi a 25/30 milioni ) non riuscendo spesso ad impedirne l'esaurimento.
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